
Questo post è una verifica sui tempi d’indicizzazione di una immagine nei motori di ricerca. Ho letto recentemente l’articolo apparso su Internazionale tratto dal NY Times http://www.nytimes.com/2010/07/25/magazine/25privacy-t2.html che conferma una serie di pensieri che ho in merito alla privacy digitale. Già da qualche tempo sto operando in questo campo, direttamente solo per pochi amici, e devo dire che la soluzione è piuttosto complicata. Ho avuto modo di parlare con persone che hanno utilizzato uno dei programmi a pagamento esistenti finalizzati alla “cura” della propria immagine sul web e i risultati sono stati vari, dal deludente al discreto. Il problema è quanto ci si è esposti digitalmente ed in quali canali. Rifarsi una verginità web è quasi impossibile, mascherare grossolani errori è un poco più semplice.
Quindi da oggi ho deciso di fare un paio di test su me stesso e vedere di aggiungere ed eliminare certe keyword associate alla propria persona quanto influisca sulla public image. Tra 6 mesi vi comunicherò i risultati.
Just wait.
Giorgio Pulini