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May
23

Google TV vs. Emilio Fede TV

2 imperi a confronto. Uno sta nascendo,  l’altro sta scomparendo E’ tanto tempo che sostengo che la crisis mondiale dell’editoria non ha colpevoli se non gli editori stessi. Non dimenticherò mai il giorno della morte di Emanuela Englaro che tutti i telegiornali che abitualmente seguivo hanno dedicato mediamente 5/6 minuti (in apertura) al fatto. Nel pieno rispetto dell’accaduto e con tutta la comprensione per il caso umano, in tema di contenuti possiamo dire che non ero interessato a sapere  niente di più che finalmente aveva raggiunto il suo scopo. Diciamo che la notizia avrebbe meritato 30” a metà telegiornale… Forse neanche essendo stato chiesto il silenzio stampa dal padre.

Nel mondo, in quello stesso momento, qualcuno stava trucidando 1000 persone innocenti che non avevano mai chiesto di porre fine alla loro vita. E nessun telegiornale stava dedicando  loro 30”.

Quel giorno, ancora nello stesso momento, ho avuto la conferma che l’impero del magnate dell’editoria italiana aveva piedi d’argilla immersi nell’acqua; si stavano definitivamente  distaccandosi dalla realtà, da ciò che interessa alle persone a ciò che la politica ha bisogno di raccontare.

Google TV e tutte le tv del futuro (la possibilità di fare quello che si fa abitualmente in maniera scomoda con gli amici davanti al laptop, MA di farlo comodi davanti alla tv) relegheranno RaiusconiMTVla7 al rango di “some contents are provided”. Il crollo vertiginoso di audience e fatturato pubblicitario iniziato nel 2008 continuerà imperterrito, e Fede lo guarderemo solo a pillole quando saremo ubriachi con gli amici. E ci sembrerà qualcosa vecchio come il Carosello. Ma non ne sentiremo la mancanza come del Carosello.

Giorgio Pulini


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