Premesso che lo statunitense Green Anarchist Collective è da anni cinicamente disilluso nei confronti del mondo contemporaneo, non può transigere in merito alle proposte “ecologizzanti” di personaggi celebri quali Al Gore, Sting e derivati o meno celebri quali politici locali, greenpeaciani et similia. La sua affermazione più ricorrente infatti è “Vogliamo diventare incivili”.
La Green Anarchy ha radici nel primitivismo, con il suo libero vivere in armonia tra esseri e ambiente circostanti, assenza di gerarchie e istituzioni a mediare e controllare.
Ma pur senza estremizzarSI nel modello del raccoglitore-cacciatore delle origini con le sue tecniche e comportamenti primitivi, il Green Anarchist, dopo la critica della civiltà, dell’antropocentrismo, della tecnologia, etc… dominanti, ha posto basi per la sua propria ideologia che si fonda su
distruzione di ogni forma di dominio
sviluppo di vite e sogni in collegamento diretto con i propri desideri
vivere all’interno della propria bioregione, in contatto con terra, acqua, clima, piante, animali
rifiuto del patriarcato
imparare dalle popolazioni indigene legate alla terra
rispetto della diversità
ritorno al selvaggio con tecniche e metodi di coesistenza sostenibili (cibo, abitazioni, erbe per medicarsi, comunità non gerarchiche e repressive)
dare spazio più all’intuito/istinto che al ragionamento
Per ricongiungersi alla vita!
scorpionoir