
***Forse non tutti sanno che…
nel secolo XXI gruppi di coraggiosi si batterono per una città migliore, piantando semi o interrando fiori in luoghi pubblici che avrebbero dovuto essere verdi, ma che in realtà risultavano dismessi.
Le scaltre operazioni (diurnotturne) di http://www.guerrillagardening.it/ non avevano fine lucrativo, bensì ludico. Interessi comuni: amore per il giardinaggio e per l’estetica (verde, s’intende!). A quell’epoca v’erano ancora persone che credevano nel rispetto per l’ambiente e per tutte le forme di vita terrestre.
Oggi lo scenario apocalittico, grigio e sporco di Milano, Torino, Napoli… ci fa rabbrividire. Il verde è quasi scomparso da parchi e aiuole, tutto è coperto da una velenosa patina di smog canceroso (anche i cappotti degli efficienti e all’avanguardia primi cittadini!). I bimbi si ammalano d’asma sin dall’asilo, frutta e verdura sono contaminate, l’ossigeno è un lusso per poche star di cinema e musica. Avanza la cancrena del cemento che appaltatori malavitosi spalmano sulle metropoli grazie alla compiacenza interessata di politici.
La domanda ad oggi è: come fecero quei coraggiosi
http://blog.libero.it/rastrelliribelli/
a coprire di piante cespugli fiori le aree comunali lasciate a sé stesse? Una risposta la si può avere da questa pagina allora chiamata sito che traccia un percorso e uno stile di vita “alternativo”
http://badilibadola.ning.com/page/progetto-rizomi
Produrre da soli il cibo per sé e gli altri, in condivisione e, verrebbe da scrivere, fratellanza. Ma qualcuno ricorda di cosa si tratti? Il vocabolario elettronico non ne porta traccia.***
Dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro un articolo di questo tenore?
Forse è meglio far togliere “le mani sulla città” e dare una bella ripulita, nevvero?
scorpionoir