Giorgio Pulini Snobbler


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December
24
Wikileaks e Apple, stessa battaglia?

 

Quante ne avete viste di meravigliose mappe del mondo digitale? Il web diviso in autostrade, vie ferrate, coloratissime linee congiunte. Digital art che plasma e certifica lo spazio in/finito. Basta leggere anche distrattamente queste mappe e si capisce in fretta il mondo digitale da chi è regolato, chi gestisce il traffico e chi ne trae profitto. Se non le avete mai viste andate su Google immagini e digitate WEB TREND MAPS, Ma torniamo un attimo indietro. Il web diviso? Da poco ho compreso che il web è molto diviso, lottizzato, colonizzato, dominato e il caso di Assange e Wikileaks direi che ce l’hanno dimostrato definitivamente. Non entrerò nel merito del fatto che sia giusto o sbagliato quello che il sito d’informazione oramai più noto al mondo sta facendo. Io lo appoggio incondizionatamente e stop. Facciamo un altra ipotesi, facciamo della fantascienza. All’amministratore delegato della Apple (ho detto fantascienza, non rumor!) viene chiesta una fornitura di 300.000.000 di portatili di un modello super cool per i cinesi. Agli Stati Uniti la cosa da un gran fastidio per qualche motivo che possiamo anche ignorare; ci sono sempre buoni motivi.

Lo stesso Amministratore viene voilà sospettato di copula con 9 minorenni che abusano di cocaina. Oh Dio, che mostro!. Nei server dell’azienda ci potrebbe essere materiale pedo-pornografico nascosto. Tutto fermo per 30 gg di accertamenti. Chiudere subito tutti i rubinetti digitali: server, banda, carrello elettronico, pagamenti, insomma tutto quello che può contenere elementi.

Aziende come Dell, Apple, Google, Amazon, Ebay si vedrebbero l’utile del trimestre con un segno meno da infarto, gli azionisti piccoli e grandi sarebbero da rianimazione e si sarebbe creato un danno d’immagine che potrebbe durare anni. Dopo lunghe indagini viene fuori che era tutto un montaggio e l’Amministratore si rivela un bravo manager ed una persona integerrima, però oramai…

Lo scenario dovrebbe far venire i sudori a tanti super manager nel mondo. Non permettere che qualcuno faccia ad altri quello che domani potrebbero facilmente fare a me, sarebbe stata una scelta più responsabile. Nessuna condanna in anticipo.

Giorgio Pulini


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August
21
Who is killing www?

In questi giorni si fa un gran parlare dell’inizio del declino del web. La storia è semplice: tutte le app che oggi usiamo fanno navigare all’interno di spazi precisi. Se non si usa più un browser per andare dove si vuole, si finisce semplicemente a non navigare più in libertà, a non vagare curiosi, e a non scoprire nulla di nuovo. 

Guardate il vostro smartphone (se non ce l’avete ancora sappiate che per statistica l’avrete entro 24 mesi) quali app presenta: google search, google maps, yahoo search, facebook, twitter, skype e poco altro. In realtà non vi serve molto di più per passare la giornata connessi senza mai sfiorare un browser.

Che il web viva o muoia non m’interessa granchè; dopo il web avremo qualche nuova carta da giocare. Quello che può infastidire è che sembra evidente che si stiano ricreando centri di potere molto forti che tendono a monopolizzare l’attenzione di tanti.

Insomma stiamo ricreando il sistema Rai 1, Canale 5, Sky, Rete 4…

Sembra che sia impossibile per buona parte della gente stare lontani o fuori dai main media. Questa non è una grande novità. Dall’agorà alla festa di paese alla tv al web abbiamo sempre fatto la stessa cosa: andare dove c’è tanta gente. A vedere, a capire, a partecipare, a criticare, ognuno per sè, ma tutti vicini. Quello che cambia è solo che i canali di aggregazione ora sono giganteschi e mondiali, mentre prima erano grandi e locali.

Michael Wolff di Wired sostiene che dietro a ciò ci sia una precisa volontà della finanza: far crescere i grandi e smettere di perdere tempo con i piccoli. Difficile non concordare, ma:  

1) c’è sempre un neonato che sta per azzannare al collo un adulto (Fb, Twitter, 4squares… erano tutti piccoli e sono nati spontaneamente, non frutto di qualche ricerca specifica)

2) nel momento stesso in cui i junior diventano senior puzzano già di cadavere (qualcuno crede ancora oggi che Google sia un Grande Gigante Gentile?)

3) gli uomini della finanza capiscono poco di web e perdono le staffe in fretta. Capiscono tutto di soldi, ma non saranno mai in grado d’innovare realmente.

Chi nel web continua a vedere un futuro ben differente va avanti, aiutato come mai dal word of mouth delle parole semplici di chi, in piena libertà, inizia ad allontanarsi dai soliti percorsi e a vederci un poco più chiaro ed in maniera personale.

Quindi che ammazzino il web dei giga numeri! Noi viviamo di qualche centinaia di contatti con i quali impariamo dove sta andando la realtà.

Giorgio Pulini


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