
Lo sapete, tutto quello che fa Apple è bello. Tutto quello che fa BP è brutto. Tutti vogliamo vivere nel mondo perfetto creato dalla mela. Quasi tutti siamo disposti a pagare valori esagerati per prodotti che meriterebbero di costare un terzo del prezzo oggi praticato (industrialmente parlando un iPhone di qualsiasi tipo costa intorno ai $30). Però non è bello quando un marchio di questo tipo, guidato da uno Steve Jobs che si ritiene il manifesto vivente del parlare chiaro (http://www.youtube.com/watch?v=UF8uR6Z6KLc&feature=player_embedded#!), affronti la realtà di un prodotto difettoso come si è rivelato il 4G tacendo, nascondendo, omettendo. Esattamente come ha fatto BP dal giorno della catastrofe.
Se fate un salto sul FB di iphone (http://www.facebook.com/#!/pages/iPhone/19661756961?v=wall&ref=ts), con un milione e mezzo di amici, troverete centinaia di commenti di persone arrabbiate per il problema di ricezione e neanche una spiegazione, un chiarimento, un approfondimento in merito da parte dell’azienda. Risulta evidente che la società si sta concentrando per chiarire tutto (si spera) con una conferenza stampa che si terrà domani a Cupertino.
La simpatia per un brand a volte ci porta a lasciar passare un certo tipo di atteggiamento, ma in verità mi sembra che tra le due aziende citate nel titolo non ci siano state grandi differenze di comportamento di fronte ad un situazione di crisi. Alla faccia del mondo social, valgono ancora le parole di Abraham Lincoln “Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio”.
Del resto lo stesso presidente americano ha anche detto: « Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera; esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca » . Ancora Steve Jobs for president?
Giorgio Pulini
Google TV vs. Emilio Fede TV
2 imperi a confronto. Uno sta nascendo, l’altro sta scomparendo E’ tanto tempo che sostengo che la crisis mondiale dell’editoria non ha colpevoli se non gli editori stessi. Non dimenticherò mai il giorno della morte di Emanuela Englaro che tutti i telegiornali che abitualmente seguivo hanno dedicato mediamente 5/6 minuti (in apertura) al fatto. Nel pieno rispetto dell’accaduto e con tutta la comprensione per il caso umano, in tema di contenuti possiamo dire che non ero interessato a sapere niente di più che finalmente aveva raggiunto il suo scopo. Diciamo che la notizia avrebbe meritato 30” a metà telegiornale… Forse neanche essendo stato chiesto il silenzio stampa dal padre.
Nel mondo, in quello stesso momento, qualcuno stava trucidando 1000 persone innocenti che non avevano mai chiesto di porre fine alla loro vita. E nessun telegiornale stava dedicando loro 30”.
Quel giorno, ancora nello stesso momento, ho avuto la conferma che l’impero del magnate dell’editoria italiana aveva piedi d’argilla immersi nell’acqua; si stavano definitivamente distaccandosi dalla realtà, da ciò che interessa alle persone a ciò che la politica ha bisogno di raccontare.
Google TV e tutte le tv del futuro (la possibilità di fare quello che si fa abitualmente in maniera scomoda con gli amici davanti al laptop, MA di farlo comodi davanti alla tv) relegheranno RaiusconiMTVla7 al rango di “some contents are provided”. Il crollo vertiginoso di audience e fatturato pubblicitario iniziato nel 2008 continuerà imperterrito, e Fede lo guarderemo solo a pillole quando saremo ubriachi con gli amici. E ci sembrerà qualcosa vecchio come il Carosello. Ma non ne sentiremo la mancanza come del Carosello.
Giorgio Pulini